Parto traumatico o Disturbo Post Traumatico da Stress post parto

 In Parto traumatico
La nascita di un bambino è una delle esperienze più intense ed emotive nella vita di una donna. Spesso il momento del parto è investito di sentimenti e aspettative che non sempre corrispondono a ciò che realmente può accadere in sala parto.

In alcuni casi, il parto può essere vissuto come un vero e proprio incubo sia che si manifestino eventi oggettivamente pericolosi per la saluta di mamma e bambino, sia che in assenza di un reale pericolo la donna sperimenti una forte carica di stress legata all’evento, paura del dolore e preoccupazione costante per lei e il suo bambino.

Queste circostanze possono contribuire allo sviluppo di problemi di adattamento nel post parto e a disturbi di tipo psicologico. Un’esperienza di parto difficile e traumatico può innescare lo sviluppo di un vero e proprio disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD).

Il disturbo post traumatico da stress legato al parto è un disturbo psicologico che si distingue dalla depressione post parto o dal baby blues, disturbi più conosciuti e abitualmente monitorati nella pratica clinica.

Alcuni sintomi come ad esempio: la diminuzione di interesse per le attività significative, disturbi del sonno o la difficoltà di concentrazione sono in comune con i sintomi della depressione post partum e nella maggior parte dei casi vengono facilmente identificati ed attribuiti a quest’ultimo disturbo.

Nella pratica clinica gli strumenti maggiormente utilizzati per la diagnosi di disagio psicologico nel post parto sono strumenti specifici, volti ad indagare la presenza di sintomi depressivi. Per questo motivo, in assenza di criteri che soddisfino una diagnosi di depressione post parto, è molto difficile, se non indagata attentamente e con altri strumenti, rendersi conto della presenza di un PTSD. Ne consegue che a molte donne raramente viene diagnosticato questo disturbo e pertanto non ricevono un adeguato sostegno

Che cos’è il disturbo post traumatico da stress?

Il disturbo post-traumatico da stress è definito come una risposta prolungata ad un evento stressante o ad una situazione minacciosa o di proporzioni catastrofiche. Il disturbo e la sua gravità sono definiti non solo dal trauma in sé, ma anche dalla reazione soggettiva all’evento traumatico.

Il parto può rientrare tra gli eventi traumatici in quanto in determinate circostanze la donna può sperimentare sentimenti tipici di chi si trova a vivere un evento stressante come paura, impotenza, sensazione di pericolo per la propria o altrui integrità fisica.

Cosa fa del parto un evento traumatico?

Gli elementi che possono contribuire ad una nascita traumatica comprendono: il tipo di parto (fisiologico, indotto, partoanalgesia…), il dolore provato durante le fasi del travaglio, il supporto ricevuto durante il travaglio, l’intervento strumentale da parte del personale medico, il ricorso ad un cesareo d’emergenza o se anche per pochi istanti si è verificata una situazione di pericolo per la vita della madre o del bambino.

Le donne che si trovano a vivere una o più di queste situazioni nella maggior parte dei casi a livello emotivo durante il parto sperimentano:

  • sentimenti di impotenza
  • sensazione di confusione
  • sentimenti di abbandono
  • paura
  • sensazione di non essere ascoltata
  • aspettative disattese
  • sensazione di perdita di controllo

Come riconoscere i sintomi di un disturbo post traumatico da stress post parto?

Le donne che sperimentano un parto traumatico hanno una maggiore possibilità di sperimentare nel post parto le seguenti emozioni:

  • sentimenti di delusione
  • mancanza di fiducia verso sé stessi e verso gli altri
  • ipervigilanza o intensa preoccupazione per la salute del bambino
  • sentimenti di fallimento
  • sentimenti di rabbia
  • flashback o ricordi indesiderati relativi all’evento nascita
  • disturbi del sonno
  • scarsa concentrazione
  • evitamento degli stimoli associati all’evento traumatico come persone o luoghi

L’impatto di queste esperienze sulla salute della donna, e di conseguenza del suo bambino, è spesso sottovalutato. Nell’immaginario collettivo il nuovo nato è un adeguato compenso per il vissuto traumatico del parto che presto sarà dimenticato e sostituito dalla gioia di essere mamma. Questo luogo comune spesso genera sentimenti di vergogna nelle madri che non riescono a godere della nascita del loro bambino e sperimentano emozioni ben lontane dalla gioia. Lo sviluppo di PTSD, in seguito ad un parto traumatico, non riconosciuto, può compromettere le relazioni della madre sia con il bambino sia con il partner ed incidere quindi sull’intero nucleo familiare.

Quale trattamento?

Quando il disturbo viene riconosciuto, o se si ha la consapevolezza di provare dei sentimenti spiacevoli in seguito al parto, la prima cosa da fare è chiedere aiuto ad uno specialista. In alcune situazioni un adeguato sostegno psicologico che aiuti la donna ad integrare l’evento traumatico nella trama storica e relazionale della sua vita può essere sufficiente, in altri casi l’aiuto di terapie specifiche per il trattamento del disturbo post traumatico da stress come la psicoterapia cognitivo comportamentale o l’utilizzo di tecniche come EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) possono essere fondamentali per il recupero.

Negli ultimi due decenni c’è stata una crescente attenzione sia da un punto di vista della ricerca sia nella pratica clinica per le donne che hanno un vissuto negativo legato alla loro esperienza di parto, in Italia è un disturbo ancora poco riconosciuto, per questo motivo servirebbe una maggiore informazione sul disturbo post traumatico da stress post natale sia per le donne, sia per gli addetti ai lavori.

Oltre ad uno sportello di ascolto dedicato, di cui mi occupo, recentemente ho attivato un gruppo FB “Parto traumatico” che ha un duplice obiettivo: dar voce a tutte le mamme che si sono trovate a vivere un’esperienza di parto traumatico e creare una rete che funga da punto di incontro e di scambio, dove poter discutere, anche con professionisti, i temi legati a questo problema.

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