Parto traumatico

Per alcune donne la nascita è tutt’altro che un’esperienza gioiosa. Non si tratta sempre di vita o di morte, di aver realmente rischiato di perdere il tuo bambino o la tua vita, ma anche del modo in cui il tuo parto è avvenuto e come l’hai vissuto.

Hai vissuto un parto traumatico?

Sostegno dopo un parto traumatico

Un parto difficile può essere caratterizzato da complicanze inaspettate per cui è stato necessario un intervento di tipo strumentale, un cesareo di urgenza, oppure potrebbe essere stato caratterizzato da un insopportabile dolore, da sentimenti di inadeguatezza, dalla sensazione di non aver ricevuto il sostegno adeguato, dalla paura costante per quello che si stava vivendo.

Le reazioni più comuni di fronte a chi racconta il vissuto doloroso di un parto difficile è quella di inserire l’evento traumatico nel normale evolversi degli eventi banalizzando l’accaduto con frasi tipo: “beh, però ne è valsa la pena” oppure “dai non ci pensare il tuo bimbo è sano”, “vedrai che presto dimenticherai tutto l’importante è che state bene”.

Questo tipo di affermazioni seppur dette con l’intento di sostenere e consolare chi si trova a sperimentare una situazione di disagio purtroppo non fanno che alimentare la sensazione di inadeguatezza che le mamme sperimentano in seguito al loro vissuto traumatico. Le donne a volte provano vergogna nell’esprimere i sentimenti di rabbia, di delusione, di tristezza che sentono inseguito ad un parto difficile perché si sentono ingrate per il dono della nascita o eccessivamente melodrammatiche.

Questo spazio nasce per dar voce a tutte le neo mamme che soffrono in silenzio e che pensano di non avere il diritto di sentirsi traumatizzate se escono dall’ospedale abbracciando un bambino sano.

Se hai sperimentato uno o più di questi sintomi post parto, potresti soddisfare i criteri per una diagnosi di un disturbo post traumatico da stress legato al parto: vividi flashback e incubi, pensieri intrusivi, fuga da situazioni che ricordano il trauma, incapacità di esprimere emozioni positive, difficoltà del sonno, rabbia e aggressività, vigilanza estrema, ansia, paura ossessiva per il benessere del bambino, difficoltà di instaurare un legame con il tuo bambino.

Cosa puoi fare?

Puoi contattarmi telefonicamente o tramite mail; potrò consigliarti il percorso più adatto a te.
Insieme potremmo pianificare un intervento, se necessario, anche con l’ausilio di altri specialisti con cui collaboro (ostetrica, ginecologo, agopuntore) che in base alle tue esigenze e alla tua storia di parto possano aiutarti ad integrare questo evento nella tua quotidianità e a riprendere il controllo della tua vita per godere a pieno della tua nuova nascita.

Inoltre, se hai voglia, puoi raccontare la tua storia sul gruppo Facebook Parto traumatico dedicato a questo argomento: potrai essere di aiuto alle molte mamme che hanno sperimentato, come te, un parto traumatico e che faticano a parlarne. Se sei riuscita a superarlo, potresti essere un valido supporto per chi è ancora bloccata in questa situazione di disagio. Per accedere al gruppo è necessario fare il login su Facebook.

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